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Osteopatia e Odontoiatria

Un centro dedicato al Paziente

OCCLUSIONE E POSTURA: Quando l’odontoiatra collabora con l’osteopata?


Esiste un legame importante tra occlusione e postura. L’occlusione determina infatti la posizione della mandibola, posizione che a sua volta influisce sulla postura attraverso le catene mio-fasciali che attraversano il nostro corpo. Se la mandibola assume una posizione asimmetrica per cause che possono essere genetiche, traumatiche o conseguenti a cure odontoiatriche (terapie ortodontiche, otturazioni, estrazioni, protesi, bite), si può verificare una modificazione della postura dovuta alle contrazioni di alcuni muscoli e ciò può generare problemi e dolori alla colonna vertebrale e alla zona cranio-cervicale

Difetti di postura

La postura del cranio rispetto alla colonna non è determinata solo dai muscoli del collo che connettono direttamente i due sistemi, ma anche da un sistema muscolare indiretto formato dai muscoli sottoioidei, sopraioidei e dagli elevatori della mandibola.

La postura della mandibola e quella del sistema cranio-vertebrale sono quindi direttamente correlate. Se per varie ragioni la mandibola è costretta ad assumere a bocca chiusa una posizione spaziale scorretta (protrusa, retrusa o deviata), ciò causerà necessariamente degli atteggiamenti compensatori a livello del rachide.

Osteopatia e Odontoiatria

L’osteopatia dunque è importante per il paziente in cura ortodontica poiché può facilitare l’adattamento del corpo ai cambiamenti instauratisi con l’applicazione di apparecchi fissi o mobili, evitando l’insorgenza di sintomi dolorosi e aiutando inoltre l’ortodontista nell’accelerare il processo di cura del paziente.

L’osteopatia, entro certi limiti, può aiutare a ridurre le conseguenze di una cattiva occlusione, anche quando non vi è un intervento ortodontico.

Tuttavia fino a quando è presente una reale malocclusione, il trattamento unicamente osteopatico può essere solo sintomatico ed i problemi muscolari ed articolari possono sempre riemergere.

Quindi una stretta collaborazione tra odontoiatra e osteopata è fortemente consigliata soprattutto per le problematiche cervicali e muscolo tensive di origine stomatognatica.

Se noi tutti sappiamo quanto sia importante l’allineamento dei denti, è altrettanto vero che le sollecitazioni meccaniche create dall’apparecchio ortodontico possono provocare delle rigidità a livello delle strutture craniche.

Le nostre ossa craniche sono infatti connesse tra loro da articolazioni chiamate suture. Alcuni studi hanno dimostrato che le diverse ossa del cranio sono articolate tra di loro in modo da conservare una certa mobilità ed elasticità.

E’ fondamentale che il loro movimento sia sempre presente per esplicare al meglio le funzioni dell’intero organismo (meccanismo respiratorio primario).

L’applicazione di apparecchi ortodontici comporta rigidità ed alterazioni del funzionamento del sistema craniale e, tramite esso, della mobilità di tutte le strutture del corpo.

Il compito dell’osteopata è dunque quello di affiancare l’ortodontista verificando i cambiamenti posturali del soggetto e tenendo sotto controllo ed eventualmente risolvendo l’insorgenza di fissità e rigidità craniche. L’intervento precoce sul bambino è sicuramente consigliato in quanto avendo un sistema corporeo più malleabile, è decisamente più adatto e risponde più facilmente alle modificazioni indotte dal trattamento osteopatico.
Protocolli efficaci permetteranno una collaborazione vincente tra odontoiatra e osteopata aiutando il paziente a sopportare meglio l’apparecchio ortodontico, accorciando la durata del trattamento stesso.

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